Stanze di Ale

Centri di diagnosi e di indirizzo terapeutico per le anomalie vascolari

creato da Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus
Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus
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Quando si parla di anomalie vascolari la prima diagnosi è fondamentale per porre il paziente nel corretto iter terapeutico. Le “Stanze di Ale” sono Centri territoriali diagnostici rivolti a pazienti affetti da anomalie vascolari presso i quali gli Specialisti della Fondazione offrono consulenze mediche gratuite e sostegno psicologico a coloro che ne fanno richiesta.

La Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus ha come scopo lo studio e la cura delle anomalie vascolari, ovvero quelle patologie congenite, legate ad un intrinseco errore del materiale fetale destinato alla costruzione del sistema vascolare. Le forme più semplici sono gli angiomi, tumefazioni rossastre, che appaiono improvvisamente su una cute apparentemente integra e vanno incontro ad una rapida e tumultuosa evoluzione, seguita da un processo spontaneo di involuzione.

La terapia degli angiomi è, quindi, di attesa e controllo del processo. Particolari misure intercettive sono richieste solo in caso di lesioni situate in sedi particolari, dove possono causare danni meccanici, come impedimento alla respirazione o ostruzione del campo visivo.

Le malformazioni vascolari, anch’esse di colore rossastro, hanno una visibilità variabile e crescono inesorabilmente nel tempo. La causa del diverso comportamento rispetto agli angiomi è da ricercare nel differente momento etiopatogenetico: nel caso delle malformazioni vascolari siamo in presenza di un intrinseco difetto della cellula vascolare, con relative alterazioni che possono essere arteriose, venose, linfatiche o miste. In sostanza le malformazioni vascolari si comportano come neoplasie maligne, con cui condividono la inesorabile evoluzione, la crescita intrinseca e la invasività delle regioni limitrofe, obbligando a radicalità di trattamento spesso lesiva dell’integrità del paziente.

Il comune colore rossastro delle lesioni può portare a errori di diagnosi potenzialmente gravissimi: da qui, l’impegno della Fondazione ad accompagnare i pazienti nel loro percorso terapeutico.