Cultura libera tutti

Categoria: Inclusione sociale
creato da Associazione Antigone-Osservatorio sulla ndrangheta
Associazione Antigone-Osservatorio sulla ndrangheta
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Associazione Antigone-Osservatorio sulla ndrangheta
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Intorno alla ne degli anni ottanta, tra il 1985 e il 1991, Croce Valanidi (quartiere di Reggio Calabria) è stato uno dei campi di battaglia della seconda guerra di ‘ndrangheta. Una guerra che, in totale, contò 700 morti ammazzati.

La presenza così forte della criminalità organizzata haresodi cile,permoltianni,losviluppoculturalee tuttora ostacola ogni possibilità di crescita per i bambini ed i ragazzi che restano nel territorio.

Quei giovani che non emigrano, spesso delusi per la mancanza di opportunità lavorative, vengono aggirati e arruolati con l’esca dei soldi facili, gettando la propria vita come se fosse una cosa da poco, come se fosse necessario piegarsi alle logiche di questo sistema perverso e malato.

Dal 2009, in quello stesso quartiere, in una villa con scata a un boss, ogni giorno ci impegniamo per costruire qualcosa di bello.

Ci chiamiamo “Antigone-Osservatorio sulla ndrangheta” (in piccolo e senza apostrofo, perché le abbiamo voluto togliere qualsiasi segno di rispetto), e siamo un’associazione culturale che vuole costruire un pensiero alternativo alla cultura e alla mentalità ma osa.

Siamo convinti che la libertà sia la conquista più grande che un individuo e una comunità possano raggiungere, e vogliamo farlo attraverso cultura, arte e bellezza: mezzi potenti per raggiungere una sempre maggiore e rinnovata consapevolezza nelle potenzialità del cambiamento.

È quindi soprattutto ai giovani e ai ragazzi che rivolgiamo il nostro impegno per aiutarli a crescere con un rinnovato senso del rispetto, della cultura, della giustizia, nonostante il loro (e nostro!) essere immersi totalmente in una società dai modi di fare e di pensare ma osi o quantomeno borderline.

Il progetto “Cultura libera tutti” prende il nome dal noto gioco per bambini “Nascondino”: Rimanere nascosti, non farsi trovare, nché il grido “tana libera tutti” di un coraggioso non permette a tutti i partecipanti di uscire allo scoperto. Un gioco di strada che ha tanto il sapore della metafora della vita in questo territorio, che non ti permette di diventare ciò che vorresti, di uscire allo scoperto, di esprimere te stesso. Ma nella vita è la cultura a liberare tutti, dalle logiche dell’oppressione psicologica e dalla paura.

La strada, quindi, metafora della vita, è anche il palcoscenico che l’Associazione ha scelto per il suo centro di arti performative: I bambini e i ragazzi vengono coinvolti in laboratori di arte di strada (giocoleria, teatro-danza, musica, clownerie) curati da maestri e professionisti di tutta Italia che li accompagnano nel percorso di crescita personale e umano prima ancora che artistico.