Dal Bullo al Bullone

Categoria: Inclusione sociale
creato da Cidiesse cooperativa Sociale rl ONLUS
Cidiesse cooperativa Sociale rl ONLUS
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Motivazioni e punti essenziali del progetto.

In Cidiesse si attuano progetti di inserimento e formazione al lavoro di ragazzi del penale minorile, lo strumento del lavoro risulta vincente nel recupero come lavoratori e cittadini. Cidiesse nasce nell’anno 1989. Un gruppo di persone decide di investire in qualcosa di pratico e non assistenziale per aiutare persone emarginate ad imparare un mestiere, reinserirsi nel mondo del lavoro e nella società come onesti cittadini.

Il fare concreto insieme, chiave del cambiamento. In Cidiesse i ragazzi si misurano con il fare. Per la prima volta, nella loro carriera deviante, la misura del loro valere non è più data dal quanto si è forti nella banda di quartiere, o da una relazione dei servizi sociali, ma viene dalla esperienza concreta, dal misurassi con se stessi, con le proprie risorse, tirando fuori il meglio di sé.

La scoperta della normalità sociale Ovviamente non è così automatico, ci dobbiamo lavorare parecchio, affiancandoli quotidianamente, lavorando con loro gomito a gomito, ma i risultati si vedono e man mano che i progressi aumentano li vedi diventare più uomini, più tranquilli, più sicuri, non sono più i bulletti sempre in lotta con qualcuno, ma ragazzi che hanno imparato cose nuove, che sanno manovrare con perizia strumenti di lavoro, ragazzi che diventano lavoratori con una nuova identità sociale. Diventano consapevoli di valere, di essere utili, e scoprono che la normalità sociale tutto sommato è meglio della vita violenta di strada.

Lavoro come terapia strutturante Questo conferma la terapeutica del lavoro per questi ragazzi difficili. Il nostro metodo, fatto di relazione autentica con loro, anche se in un contenitore formale quale il rapporto di lavoro, giova non solo alla loro crescita professionale ma più complessivamente ad un arricchimento umano personale utile nella vita sociale, a prescindere dal lavoro che andranno a svolgere.

Lavoratori e cittadini Questa è la vera scommessa di Cidiesse, dare professionalità e strumenti di maturazione e consapevolezza che aiutino i ragazzi a diventare, non solo dei bravi lavoratori, ma dei buoni cittadini e uomini che sanno di valere positivamente per sé e per la comunità.

Il costo sociale del non fare nulla. Questi percorsi, non solo hanno una ricaduta positiva sui ragazzi, che non torneranno più a delinquere, ma hanno un impatto economico sociale notevole, basti pensare che nel caso di recidiva, cioè commettere altri reati che li portino in carcere, il costo per il loro mantenimento è di circa 160 euro al giorno, (quasi 60.000 euro/anno).

I risultati sono significativi. I dati ministeriali parlano chiaro, gli ex detenuti che non godono di percorsi di reinserimento socio- lavorativo, finiscono di nuovo a delinquere in percentuali molto elevate: circa il 70% torna in carcere nel giro di due anni, mentre per i soggetti inseriti in processi di inserimento lavorativo, come il nostro, la percentuale è contenuta entro il 8-10 %. Ne deriva che ogni ragazzo strappato alla strada e ogni giorno strappato al carcere comporta un vantaggio non indifferente per la collettività sia in termini economici che in termini di sicurezza sociale.

Chi sono questi ragazzi ? Sono ragazzi “cattivi” ? Per entrare nella vita di questi ragazzi, e riuscire a cambiarla, partiamo dalla convinzione che non esistono ragazzi cattivi. Non esistono ragazzi dal destino segnato per i quali non vale più la pena spendere risorse, e la nostra esperienza ce lo conferma, la maggioranza di essi sono ragazzi già appesantiti da esperienze di vita a volte tragiche: • chi segnato da situazioni famigliari degradate, • chi da esperienze di bullismo in bande di quartiere, • chi a soli 15 anni ha percorso migliaia di chilometri dentro un camion per arrivare da noi e scoprire che qui, spesso, è più dura che a casa loro, • chi, ragazzo di buona famiglia, semplicemente vittima di indifferenza affettiva e, per questo, sprofondato nella noia e nella violenza gratuita verso famigliari e coetanei.

Non solo quelli a piede libero Dopo qualche anno di esperienza con ragazzi in carico ai servizi sociali abbiamo deciso di aprire un laboratorio anche nel carcere minorile Cesare Beccaria di Milano per offrire anche ai ragazzi detenuti un percorso propedeutico al lavoro, dal gennaio 2013 produciamo quadri elettrici anche al Beccaria dove abbiamo attrezzato 5 postazioni lavorative grazie alle quali i ragazzi incominciano ad apprendere il lavoro di cablatore.

La transizione tra il dentro e il fuori Ma l’aspetto più innovativo è quello della transizione, ovvero della continuità di progetto tra il dentro ed il fuori. Infatti i ragazzi inseriti nel laboratorio di Cidiesse dopo un breve periodo di ambientamento o tirocinio vengono assunti e il rapporto con Cidiesse continua anche a fine pena, quindi il ragazzo il giorno dopo la scarcerazione continua il lavoro nel laboratorio esterno di Cidiesse senza soluzione di continuità fino al completamento del suo percorso di apprendimento. Ne deriva che i ragazzi non si trovano da un giorno all’altro in strada, spesso nello stesso contesto che ha favorito atti devianti e reati ma si trovano per 9 ore al giorno in un ambito accogliente che li impegna in un lavoro tecnico che gli occupa la testa e che li inizia ad una vita regolare.

Dal bullo al Bullone “Azione 3” più grandi per lavorare meglio:

“Cidiesse: due anime, una palestra” L’ingrandirsi per noi è sicuramente finalizzato ad accogliere più ragazzi nei nostri progetti, ma anche avere la possibilità di far lavorare al meglio le tre componenti che costituiscono la base del metodo Cidiesse: l’anima tecnica, l’anima sociale/educativa e la “palestra”.

Un presidio tecnico di alto livello è fondamentale come modello di eccellenza per i ragazzi che vedono e si misurano non solo con lavorazioni semplici o banali ma sono stimolati da lavorazioni con alto contenuto tecnologico. Ciò ci permette di fargli alzare gradualmente “l’asticella” della complessità e delle competenze ed abituarli a guardare sempre al meglio senza adagiarsi sullo status quo; il nostro Ufficio Tecnico è il “custode del sapere tecnico” che sta alla base del percorso professionale di Cidiesse.

L’anima sociale/educativa è costituita dall’equipe educativa ben strutturata che prende in carico i ragazzi e li aiuta a strutturare il loro progetto rendendoli protagonisti del loro cambiamento, della loro evoluzione come lavoratori ma anche come persone capaci di essere adeguate ai contesti lavorativi di oggi dove saper gestire le relazioni è fondamentale; i nostri operatori e lo psicologo sono i nostri “motivatori” che ogni giorno li aiutano a costruire il loro percorso.

La “palestra” è il nostro laboratorio dove i ragazzi si sporcano le mani nel lavoro vero di costruzione dei quadri elettrici, dove si misurano con la fatica del lavoro, con le frustrazioni degli errori e le soddisfazioni per un lavoro fatto bene. Come in ogni palestra il tempo è scandito da “personal trainer”, i nostri operai specializzati tutor; è grazie al loro affiancamento che i ragazzi possono vedere come si lavora, possono imparare “l’arte” del cablaggio, carpire trucchi e malizie del mestiere che nessuna scuola potrebbe insegnare. Tutto ciò lo abbiamo costruito in 30 anni di attività ma in condizioni logistiche che non ci permettevano di far crescere la nostra struttura in modo da poter accogliere un numero maggiore di ragazzi, il limite massimo era di 5 postazioni loro riservate, da maggio 2019 siamo operativi in una struttura molto più grande dove tutti hanno il loro “spazio vitale” per esprimere al meglio le loro potenzialità, un laboratorio ampio capace di accogliere fino a 15 ragazzi, uffici dignitosi dove poter lavorare concentrati e spazi comuni di dimensioni adeguate ed accoglienti. Questo ora ci permetterà di migliorare complessivamente l’attività di Cidiesse sia sul piano produttivo ma soprattutto su quello dei progetti di inserimento lavorativo dei ragazzi, che è l’obiettivo principale del nostro lavoro.

Imprenditori sociali: L’attività di Cidiesse è costosa, quale imprenditore potrebbe reggere formando operai che poi regolarmente, una volta formati e produttivi vengono ceduti, “regalati” ad altri imprenditori ?? Cerchiamo imprenditori sociali cioè persone che si sentono di investire in una società, Cidiesse, che remunererà il capitale investito non in denaro ma in un valore aggiunto molto più importante il recupero di giovani in stato di disagio, trasformandoli in lavoratori e cittadini, da costo a risorsa per la nostra società, un investimento personale che avrà una ricaduta collettiva, questo chiediamo, di essere con noi in questa avventura imprenditoriale e sociale che può davvero cambiare la vita di tanti giovani che se aiutati ce la possono fare.

Come contribuire

Commesse di lavoro: Il lavoro è alla base del nostro progetto per la formazione on the job dei nostri ragazzi, inoltre esso, con il fatturato che produce, è la principale fonte di autofinanziamento dell’attività, quindi le aziende che hanno produzioni nell’ambito dell’elettromeccanica che abbiano necessità di esternalizzare lavorazioni di assemblaggio e cablaggio di apparati elettrici possono fornire a Cidiesse parti di questo lavoro, sia come conto lavorazione che come fornitura completa di quadri. (per info www.cidiessequadri.it)

Investimento sociale, sponsorizzazione progetti: L’alto costo del turnover dei ragazzi in formazione permanente ci porta ad un fabbisogno finanziario annuo che il fatturato non può coprire, da qui la necessità di reperire in maniera continuativa risorse economiche, risorse che noi chiamiamo di investimento sociale, ovvero quelle risorse che direttamente hanno una ricaduta sulla formazione professionale, sulla crescita umana e civile dei nostri ragazzi. Parliamo quindi di sostegno economico costante nel tempo mediante elargizioni generiche a sostegno di Cidiesse o mirate quali l’adozione, mediante contributo economico mirato al sostegno di uno o più programmi di inserimento dei ragazzi

Grazie !