Effetà Betlemme

Categoria: Disabilità
creato da Fondazione Giovanni Paolo II per il dialogo, la cooperazione e lo sviluppo ONLUS
Fondazione Giovanni Paolo II per il dialogo, la cooperazione e lo sviluppo ONLUS
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Effetà è un Istituto per bambini sordi voluto da Papa Paolo VI che, durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa nel 1964, notò la presenza di tanti bambini sordi privi di assistenza, ed espresse il desiderio che fosse realizzata un’opera educativa per la loro riabilitazione. Rispetto ai dati mondiali, l’incidenza della sordità in Palestina è 30 volte superiore, a causa delle unioni fra consanguinei. E la situazione si è purtroppo aggravata con la costruzione del muro di separazione voluto da Israele. La scuola Effetà venne inaugurata nel 1971 con una ventina di alunni. Il nome della Scuola si rifà al capitolo 7 del Vangelo di Marco dove viene raccontata la guarigione del sordomuto. (7, 32-37): “Effetà” è la parola con la quale Gesù lo guarisce e significa “Apriti!”.

Oggi, dopo quasi 50 anni, l’Istituto accoglie 184 bambini sordi, quasi tutti musulmani (solo 2 di loro sono cristiani) costituendo di fatto, nell’esperienza quotidiana, uno splendido esempio di convivenza e tolleranza reciproca. I bambini hanno da pochi mesi a 18 anni. I neonati vengono accolti per un lavoro di educazione prelinguistica basato sull’attenzione e sul gioco. Ma nei primi mesi di vita dei bambini l’attenzione è concentrata soprattutto sulle mamme che hanno bisogno di essere aiutate e guidate in un percorso di accettazione dell’handicap del figlio.Gli alunni provengono da diverse zone della Palestina: Hebron, Ramallah, Jericho. Quasi tutti gli studenti rientrano in famiglia tranne una ventina di alunne che provengono dai villaggi più poveri e più lontani e vivono tutta la settimana nel convitto all’interno della struttura. La maggior parte degli alunni è dotato di protesi acustiche retroauricolari che amplificano i segnali acustici e che, con una specifica rieducazione, li aiutano a percepire suoni e rumori e soprattutto ad educare il suono della propria voce. Per i casi più gravi invece è previsto l’impianto cocleare (detto anche orecchio bionico) che viene applicato in collaborazione con gli ospedali della zona, attraverso un intervento chirurgico molto delicato e costoso. Per i bambini che utilizzano l’impianto cocleare poi è previsto un programma rieducativo apposito. La permanenza media di un bambino ad Effetà è di 14 anni. Effetà è una scuola a tutti gli effetti che aderisce ai programmi ministeriali garantendo agli alunni tutto il percorso di legge, fino al diploma di maturità. I ragazzi sono suddivisi in classi da un minimo di 4 alunni a un massimo di 12 alunni. Gli alunni sono seguiti quotidianamente dalle logopediste della scuola, sia collettivamente che individualmente, in un percorso che li aiuta a superare le difficoltà di comprensione e li stimola alla comunicazione tramite il metodo “orale” (che viene prediletto rispetto alla lingua dei segni).

Negli anni, i servizi offerti dall’Istituto Effetà si sono ampliati. Vengono organizzati incontri mensili con i genitori, al fine di incrementare le loro conoscenze e competenze sulle problematiche dei bambini sordi e viene svolto anche un grande lavoro di prevenzione e sensibilizzazione al tema della sordità. E’ attivo uno sportello sociale per alunni e genitori e vengono realizzati corsi di formazione professionale. Lo scopo principale della scuola infatti è educare i ragazzi a vincere la loro disabilità. Ad Effetà entrano bambini sordi, isolati, emarginati ed escono ragazzi autonomi, capaci di relazionarsi con la società ed affrontare coraggiosamente il futuro.

La scuola è ancora affidata alle Suore Maestre di Santa Dorotea che insieme alle insegnanti e alle logopediste si occupano di tutti i bisogni dei bambini. La Fondazione Giovanni Paolo II, una ONLUS nata 12 anni fa dalla volontà di alcune diocesi toscane con lo scopo di realizzare interventi di cooperazione internazionale in Terra Santa, collabora da anni con l’Istituto per aiutare le suore nel difficile compito di divulgazione dell’opera e di raccolta fondi, affinchè l’Istituto possa accogliere anche le famiglie più povere e offrire un servizio sempre all’avanguardia.