Il Villaggio del gol

Categoria: Disabilità
creato da Il Villaggio di Esteban
Il Villaggio di Esteban
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Premessa

Lo sport unisce, mette in relazione, crea occasioni di contatto, stimola e muove conoscenze, rappresenta la migliore opportunità di integrare persone con diverse abilità. Inoltre lo sport, e in generale l’attività fisica e psicomotoria, è consigliato per tutte le età come mezzo di prevenzione, cura e riabilitazione psico-motoria, dà forma e vitalità, senso di benessere fisico e psichico superiore alla norma.

Il calcio è una di queste attività poiché presenta molte valenze terapeutiche:

  • è facilmente accessibile a chiunque nella nostra cultura;
  • stimola la cura di sé e del proprio corpo;
  • promuove la socializzazione, permette l’accesso e dà valore al gruppo (in una squadra ogni giocatore funziona come gli altri e tutti cooperano per un fine comune);
  •  permette a chiunque di giocare, favorendo l’integrazione;
  •  aiuta a superare i propri limiti, acquisendo nuove capacita ed abilità;
  •  facilita il confronto con se stessi in un contesto meno “medicalizzato”;
  •  favorisce la fiducia in se stessi e l’autostima attraverso la gratificazione di bisogni narcisistici e competitivi (le divise, il tifo, la vittoria);
  • permette di compensare sentimenti di inferiorità attraverso l’acquisizione di un senso del dovere (i ruoli, gli orari, la fatica) e di maggiore tolleranza alle frustrazioni (la sconfitta condivisa);

Tali considerazioni portano a concludere che la riscontrata mancanza di un’offerta formativa di carattere sportivo, a beneficio dei diversamente abili, rappresenta una lacuna da colmare. La motivazione del presente Progetto è, pertanto, riconducibile all’esigenza di colmare tale lacuna che si rileva sul territorio salernitano. In realtà l’idea promuove la pratica sportiva in un ottica innovativa, ove i destinatari abbiano un reale progetto di riferimento, tale da definirsi atleti diversamente abili.

 

Soggetto proponente

La Cooperativa Sociale Il Villaggio di Esteban, quale (come) risorsa e strumento della comunità, si propone lo scopo di prevenire e contrastare l’esclusione sociale, per favorire, a partire dalla struttura sociale di appartenenza, l’inserimento nei contesti vitali delle persone che vivono una situazione di disagio e per promuovere e realizzare lo sviluppo della persona, valorizzando le loro attitudini e le loro potenzialità. Essa fonda la sua azione nell’esperienza e nella condivisione dei bisogni, opera con autonomia e responsabilità, proponendo ed attuando modelli di intervento, concreti e realizzabili, per costruire una comunità responsabile, competente e solidale. La Cooperativa Il Villaggio di Esteban realizza la propria missione attraverso la promozione di interventi sociali, sanitari, educativi, formativi, culturali, animativi, per rispondere in maniera efficace ed incisiva ai bisogni dell’infanzia, dei bambini e dei ragazzi difficili, delle persone con disabilità fisica e psichica e con disagio mentale, degli anziani e delle famiglie multi-problematiche. Gestisce, sul territorio salernitano, da ormai più di quindici anni, servizi rivolti a minori, disabili e persone con disagio mentale. Attraverso le sue comunità di accoglienza e i servizi semiresidenziali, ospita più di 80 persone. Più di trenta sono gli operatori impegnati quotidianamente nelle varie attività educative, riabilitative, ludiche, di socializzazione e di assistenza. Nei suoi tanti anni di attività ha dato ascolto alle esigenze di più di 300 ragazzi e adulti e delle loro famiglie, cercando di dare risposte concrete al loro disagio e alle loro necessità.

 

Contesto del territorio

Il territorio salernitano è pressoché privo di servizi sportivi specifici per i disabili, ciò è seguito da una mancanza di spazi ben organizzati, in cui poter crescere nel rispetto dell’altro, affiancati da figure professionali competenti e garanti di un’adeguata formazione psico-fisica. L’attività si svolgerà in una struttura laddove la pratica sportiva sarà, innanzitutto, finalizzata a superare le difficoltà individuali del diversamente abile e successivamente a favorire lo sviluppo del gioco.

 

Bacino di utenza

Il Progetto ha lo scopo di raggiungere inizialmente un piccolo gruppo di destinatari e l’ambizione di coinvolgere in seguito più ragazzi diversamente abili o con disagio psichico. In particolare, il gruppo sarà composto da 10-12 ospiti dei Servizi gestiti dalla Cooperativa Sociale “Il Villaggio di Esteban”. La fascia di età è onnicomprensiva. La volontà di un approccio alla disabilità senza schemi, ci porta a considerare l’opportunità di tralasciare i vincoli numerici, soprattutto riguardo l’età dei partecipanti .

 

Obiettivi

Una delle maggiori difficoltà che si incontra nell’ottenere la collaborazione attiva del disabile risiede nel basso livello delle motivazioni, dovuto al timore di non essere in grado di affrontare uno stimolo, soprattutto nel campo dello sport. La disabilità motoria o psichica può, infatti, ostacolare il reinserimento nel contesto sociale e rischia di rendere il soggetto astenico, demotivato e abulico, oggetto delle cure mediche e non, che subisce passivamente. Nell’intento di evitare tale processo, occorre creare un contesto adatto, un ambiente favorevole, nel quale gli stimoli siano adeguati alla condizione individuale di ogni disabile. In tal modo si possono proporre dei nuovi interessi, creando i presupposti per un’adeguata motivazione alla collaborazione del soggetto, per ricostruire attivamente la propria esistenza. L’idea è quella di avvicinare il maggior numero di soggetti con disabilità alla sana attività sportiva, intesa come momento ludico, riabilitativo e – nella sua massima espressione – agonistico. La volontà di donare un minimo contributo a questi ragazzi per fa sì che abbiano la possibilità di ritagliarsi un’autonomia e uno stato di benessere, difficilmente raggiungibili attraverso normali protocolli riabilitativi.

 

Modalità e fasi

L’intenzione di questo progetto è dare l’opportunità ai partecipanti di allenarsi con continuità nel tempo e fare in modo che lo sport da loro praticato non sia episodico e, quindi, un’attività estemporanea ed occasionale. Al contrario, essi avranno un impegno duraturo e stabile nel tempo e saranno seguiti da figure professionali qualificate, come dei veri e propri atleti. Naturalmente, le sedute di allenamento avranno una caratteristica prevalentemente ludica e saranno plasmate in base alle esigenze psico-fisiche dei soggetti coinvolti. L’obiettivo iniziale è svolgere una seduta di allenamento a settimana, con la volontà e speranza di rinnovare e proseguire l’attività in futuro, magari aumentando i giorni di allenamento ed il numero di partecipanti. Le sedute di allenamento avranno una durata di novanta minuti, dopodiché gli atleti avranno trenta minuti per fare la doccia e rientrare nella propria sede, sempre affiancati e supervisionati dalle figure professionali de “Il Villaggio di Esteban”. La struttura sportiva, in questo inizio di percorso, sarà occupata un solo giorno a settimana, per due ore, per un totale di venticinque sedute di allenamento nell’arco dei primi sei mesi di attività.

 

Operatori impegnati

Le professionalità impegnate in questa progettualità sono di vari tipi: – educatore professionali, OSA, OSS; – psicologo; – istruttore di calcio;

 

Risultati attesi

– Aiutare e sostenere il disabile nella scoperta delle proprie risorse, nel riconoscimento delle proprie potenzialità, per favorire e sviluppare la capacità progettuale e le proprie facoltà di auto-orientamento; – favorire nei ragazzi, attraverso l’esperienza sportiva, l’acquisizione della fiducia in se stessi e negli altri, per stabilire rapporti sereni con il contesto che li circonda e l’ambito di vita di provenienza; – prevenire i processi di emarginazione sociale, attraverso la condivisione della pratica sportiva e la promozione della partecipazione sociale; – promuovere, sostenere e rafforzare le esperienze associative fra operatori sociali e sportivi. – educare ai valori etico-sportivi, dove le finalità sono il sano agonismo, il rispetto dell’altro e delle regole, la socializzazione tra i partecipanti e il principio di accessibilità allo sport per tutti.

 

Monitoraggio

Il coordinamento del Progetto si occuperà dei tre step che compongono la fase di monitoraggio: – riesame del progetto: verifica delle varie fasi e affrontare e risolvere le problematiche che potranno presentarsi; – verifica dei risultati: al fine di poter considerare affidabili e definitivi gli elementi in uscita di ciascuna fase; – validazione del progetto: conferma del risultato complessivo, avente lo scopo di esaminare in che misura il risultato corrisponde agli obiettivi.