Ospitalità famiglie con malati gravi in cura negli ospedali torinesi

Categoria: Altro
creato da Associazione AZAS e Casa Amica ODV
Associazione AZAS e Casa Amica ODV
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Casa Amica compie 30 anni. Nasce nel 1989 in zona Lingotto dal cuore di un sacerdote diocesano, don Beppe Cerino che, aiutato da due suore Luigine, suor Palmina e suor Francesca, da’ inizio a questa bella opera.

In quei giorni un volontario dell’OIRM interpella don Beppe perché si accorge che in ospedale una mamma trascorre 19 notti su una sedia, accanto al letto del suo bambino. Don Beppe ci riflette, prega e poi si ingegna per trovare una soluzione. I tre fondatori si guardano intorno, finché trovano un piccolo alloggio in via Spotorno 45. Nasce così Casa Amica.

La storia è lunga, il cammino segnato da tanti incontri, da problemi legati alla malattia, ma anche da tanta speranza e fiducia che trapela dal vissuto dei nostri ospiti.

All’inizio si dava precedenza ai bambini ricoverati per motivi oncologici, oggi le urgenze sono anche per adulti in attesa di trapianto, mamme con bimbi nati prematuri, giovani incidentali sulle strade o sul lavoro, ricoverati nei diversi ospedali della zona in cui è situata Casa Amica.

Oggi gli alloggi a disposizione sono 19, la lista d’attesa lunga, i no da dire tanti, i tempi imprevedibili quanto la durata della malattia.

Chi può da’ un contributo giornaliero per l’occupazione dell’alloggio provvisto di tutto (elettrodomestici, biancheria, Wi-Fi…) e in cui ogni nucleo familiare può ritrovare la sua intimità.

Da qualche anno don Beppe e suor Francesca ci hanno lasciato, ma non ci hanno abbandonato. Cerchiamo, volontari e amici, di dare seguito al cammino da loro tracciato e di continuare l’accoglienza e l’ospitalità fatta di attenzione, di cuore disponibile, di tempo donato, ma anche di ricerca di fondi (periodicamente gli alloggi vanno ritinteggiati, i mobili rinnovati, le suppellettili e la biancheria sostituite), ma siamo consapevoli che in questi 30 anni la Provvidenza è sempre stata al nostro fianco e ha lavorato insieme a noi.

Come si può immaginare, le esigenze della gestione sono tante, ma ricordiamo che don Beppe diceva: “Con una mano riceviamo e con l’altra doniamo”. Anche oggi, dopo 30 anni così cerchiamo di fare, ringraziando tutti e ciascuno per il vostro aiuto e la vostra preghiera, affinché Casa Amica possa continuare ad essere la casa veramente amica di quanti vivono il dramma della malattia e sono costretti a curarsi lontano da casa.