segni in semina

Categoria: Disabilità
creato da FONDAZIONE
FONDAZIONE
Condividi questo progetto

L’Istituto dei Sordi di Torino attua la propria proposta educativa attraverso molteplici interventi. I servizi offerti sono: servizi educativi territoriali e scolastici condotti da educatori qualificati e specializzati nel pieno rispetto degli orientamenti metodologici espressi dalla famiglia e in rete con gli altri operatori socio-assistenziali e sanitari, laboratori socioriabilitativi all’interno della struttura dove vengono potenziate le abilità dei ragazzi inseriti e su cui viene stilato e seguito un progetto educativo personalizzato, housing sociale, progetti nazionali, progetti europei ed internazionali.

In ottica di inclusione è nato il progetto “BioAgriDeaf”, un innovativo progetto dell’Istituto dei Sordi che intende agire nell’ambito dell’inserimento lavorativo delle persone sorde nei settori dell’agricoltura e della ristorazione.

Si tratta di una nuova attività che fa seguito alla formazione, negli anni scorsi, di un folto gruppo di giovani sordi in corsi di cucina, bar, accoglienza di strutture ricettive e agricoltura e che intende mettere a sistema servizi e beni dell’Istituto dei Sordi, per renderli non solo più competitivi, ma anche socialmente utili in base ai suoi scopi statutari, tra cui l’accompagnamento alla vita autonoma.

L’obiettivo del BioAgriDeaf è offrire un servizio di qualità, utilizzando prodotti biologici e a chilometri zero, con una attenzione particolare alle aziende artigiane del territorio, dando inoltre opportunità lavorative a persone svantaggiate.

Le attività sono realizzate nello spirito della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e in accordo con la Legge 68/99 per il diritto al lavoro ma, sul modello delle “imprese di transizione” presenti in vari Stati Europei, BioAgriDeaf è un servizio commerciale orientato al mercato e capace di auto mantenersi.

In questa gamma di diversi servizi educativi, l’Istituto dei Sordi di Torino ha acquistato un terreno con l’intento di avviare un sistema di agricoltura sociale rendendolo un vero e proprio laboratorio a cielo aperto attraverso l’attivazione di un CAD (centro attività diurne), rivolto a persone con disabilità sensoriale e problematiche associate. L’azione che si vuole promuovere punta a utilizzare l’agricoltura sociale in favore di soggetti svantaggiati al fine di migliorare la vita delle persone con disabilità attraverso il lavoro agricolo coordinato da operatori professionali (educatori, psicologi, terapisti, agricoltori sociali) nei principi di un welfare di comunità e generativo.

L’agricoltura sociale risponde quindi alla continua domanda di creare occasioni e opportunità concrete a sostegno di donne e uomini che non riescono ad avere un inserimento nella società civile, sociale e lavorativa. Da testi del settore, l’agricoltura risulta essere una possibile “rampa di lancio” per soddisfare la necessità di coniugare il mondo agricolo con quello sociale all’interno di un’ampia rete di relazioni tra soggetti di varia natura. In quest’ottica, l’Istituto dei sordi di Torino, vuole dare risposte concrete nell’ambito del terzo settore soddisfacendo il bisogno di coniugare il lavoro come ambiente partecipato con un grado di specializzazione sempre maggiore da parte dei beneficiari.

 

 

Gli obiettivi che l’Istituto si propone di raggiungere sono:

  • Promuovere l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti in particolari condizioni di vulnerabilità.
  • Creare spazi aggregativi in un contesto lavorativo con presenza educativa.
  • Diffondere la cultura innovativa degli interventi di agricoltura sociale fra gli operatori del terzo settore.
  • Costruzione di reti di relazioni sostanziali e costanti con altri soggetti del territorio con cui collaborare stabilmente.
  • Far apprendere competenze concrete e riproducibili
  • Far acquisire un senso di utilità e autostima
  • Tutelare diritti civili delle persone con disabilità
  • Essere un solido punto di riferimento per le famiglie ed enti socio-assistenziali
  • Integrazione tra diversi soggetti.

 

Nel concreto, verranno impiegate sei persone direttamente dall’organico dell’Istituto. A loro verrà affidato il compito di monitorare il lavoro dei beneficiari del progetto.

Una prima fase sarà di progettazione dei lavori da eseguire nel terreno per la preparazione del campo attraverso le operazioni di pacciamatura, aratura, pulizia dei fossi e semina. Dopo l’individuazione dei beneficiari, verranno attivati corsi di formazione tenuti da specialisti del settore rendendoli accessibili al fine di preparare teoricamente i partecipanti sul lavoro agricolo e le norme sulla sicurezza che dovranno essere seguite per avviare un percorso sicuro e consapevole.

I lavori sul campo saranno eseguiti in piccoli gruppi (non più di sei partecipanti a gruppo), coordinati e monitorati da un educatore sempre presente.

L’iniziativa verrà sponsorizzata alla comunità locale in un primo momento durante la semina. Verranno coinvolte scuole di ogni grado, amministrazioni comunali e i servizi socio-assistenziali del terzo settore.

Quindi il ruolo dell’agricoltura sociale è da intendere come innovazione sociale, offrendo percorsi innovativi con sviluppo e partecipazione dei servizi sociali, sociosanitari ed educativi, costruendo reti di relazione stabili e costanti con altri soggetti del territorio con cui collaborare stabilmente.

Si intende agire in collaborazione con il Comune tramite accordi siglati in sintonia dei percorsi individuati e in base alla risposta dei servizi, coinvolgendo famiglie, cittadini e puntando all’ autonomia sempre maggiore, puntando a una sempre più ampia e diffusa integrazione e inclusione.

Il progetto intende poter creare una filiera tra i comuni limitrofi coinvolgendo le diverse comunità nell’acquisto dei prodotti raccolti. Le amministrazioni comunali sono state informate del progetto rispondendo con partecipazione e coinvolgimento. Queste sono ottime basi per creare un commercio che possa portare dei ricavi dati dalla raccolta. La sostenibilità del progetto si concretizza sia dalla progettazione educativa che dalla pianificazione specializzata di insegnanti del settore. In un primo momento i soggetti partecipanti nel progetto verranno inseriti attraverso borse lavoro, in un secondo momento verranno valutate i gradi di fattibilità nell’assunzione a tempo parziale.