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Fondazione Ambrosoli

Una terapia sub-intensiva per l’ospedale di Kalongo

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Cosa facciamo

L’Uganda soffre di una grave carenza di servizi di terapia intensiva: dispone di soli 218 posti letto in terapia intensiva per i suoi 44 milioni di abitanti.

La terapia intensiva non riguarda solo il Covid-19, serve a migliorare nettamente gli esiti clinici di una vasta gamma di interventi chirurgici emergenziali e elettivi, salvare pazienti in seguito a gravi incidenti o patologie con esiti potenzialmente fatali.

Il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital si trova a Kalongo in Nord Uganda, una zona rurale, remota ed estremamente povera. Funge da unico presidio sanitario per la popolazione del distretto, e per altri distretti confinanti privi di ospedali, per un bacino di utenza di circa 500.000 persone.

La terapia sub-intensiva, che richiede macchinari meno costosi e un numero più basso di sanitari per paziente rispetto alla terapia intensiva, è un fondamentale presidio salvavita, soprattutto in quei contesti come Kalongo in cui scarseggiano elettricità, medici specialisti e risorse economiche.

Ad oggi i pazienti con necessità di cure intensive devono affrontare un viaggio di 3 ore in ambulanza su strade sterrate e accidentate, che compromette in maniera significativa gli esisti dei casi gravi.

Cosa puoi fare tu

Grazie al tuo aiuto potremo aprire la prima unità di terapia sub-intensiva all’ospedale di Kalongo, Nord Uganda.

Aiutaci a creare un’unità di terapia sub-intensiva, acquistando la strumentazione necessaria e formando il personale alla corretta gestione dei pazienti in terapia sub-intensiva. Insieme potremo fornire all’ospedale:

  • Trolley di emergenza con defibrillatore
  • kit di resuscitazione – palloncino ambu
  • Monitor per i parametri vitali
  • Concentratori di ossigeno
  • Pompe di infusione di terapia
  • Letti specifici per i pazienti critici

Per maggiori informazioni: https://ungiornoperdonare.it/campagna/givingtuesday-2021/una-terapia-sub-intensiva-per-lospedale-di-kalongo/

Chi siamo

La Fondazione Ambrosoli viene costituita nel 1998 dai Missionari Comboniani e dalla famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli, chirurgo e missionario comboniano che ha dedicato la propria esistenza alla cura della popolazione ugandese, per dare continuità e futuro all’ospedale di Kalongo, il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, e alla scuola specialistica per ostetriche ad esso collegato, la St. Mary’s Midwifery School, da lui fondati rispettivamente nel 1957 e nel 1959.

La missione della Fondazione è perpetuare la memoria e l’opera medica e missionaria di padre Giuseppe Ambrosoli, dichiarato Venerabile della Chiesa Cattolica nel 2015 da Papa Francesco, proseguendo nel solco da lui tracciato, sotto l’egida del valore comboniano “Salvare l’Africa con gli africani”.

Obiettivi chiave della Fondazione sono:

  • garantire al maggior numero di persone l’accesso a servizi sanitari di qualità, con particolare attenzione alle fasce più povere e vulnerabili della popolazione, come mamme e bambini;
  • favorire percorsi di formazione e professionalizzazione in campo medico, sanitario e amministrativo contribuendo al perseguimento della futura autonomia sanitaria e manageriale dell’organizzazione.

La Fondazione si propone, quindi, di essere un punto di riferimento costante per l’ospedale di Kalongo, mettendo a disposizione non solo risorse economiche ma anche competenze manageriali, proponendo un modello di aiuto non assistenziale che punta invece sul capitale umano come fattore primario per garantire all’ospedale ugandese uno sviluppo sostenibile.

Le linee di intervento della Fondazione in loco sono relative a:

  • finanziamento di parte dei costi delle attività mediche dell’ospedale;
  • formazione tecnica, sanitaria, manageriale del personale locale, anche tramite il reclutamento e il finanziamento di figure senior in ruoli chiave;
  • finanziamento di progetti di rinnovamento strutturale dell’ospedale e della scuola di ostetricia;
  • facilitazione di partnership su progetti specifici tra l’ospedale, altri enti e organizzazioni non profit italiane e internazionali;
  • erogazione di borse di studio presso la scuola di ostetricia St. Mary’s per ragazze provenienti da contesti svantaggiati.