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Verso Casa Mia

Categoria: Disabilità
creato da ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN SEZ. DI BERGAMO ONLUS

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ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN SEZ. DI BERGAMO ONLUS
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“Verso Casa Mia” è un progetto dell’Associazione Italiana Persone Down – Bergamo rivolto a bambini, adolescenti e giovani adulti con sindrome di Down, ai loro genitori e alla comunità che li circonda.

Il progetto è costruito intorno ad un appartamento nel quale ruotano le diverse fasce di età della vita e ha lo scopo di mostrare la persona con disabilità nella sua interezza, in verticale, pensando al progetto di vita, e in orizzontale, considerandola inserita in un villaggio (famiglia, amici, compaesani, …)

All’interno dell’appartamento, che abiteranno in tempi e modi diversi, bambini, ragazzi e giovani adulti con sindrome di Down potranno vivere esperienze di autonomia, formazione ed inclusione che coinvolgeranno i genitori e la comunità territoriale e sperimenteranno tutte quelle situazioni esterne che ruotano attorno alla vita quotidiana.

“Verso Casa Mia” ha un alto valore sociale poiché ha lo scopo di “educare” i genitori e la comunità affinchè possano accompagnare, già da bambini, le persone con sindrome di Down nel percorso di integrazione nella società e nel raggiungimento di una vita autonoma.

Ognuno di noi, infatti, sviluppa la propria conoscenza per esperienze dirette, molto più che per formazioni teoriche. Le immagini visive e le esperienze che viviamo direttamente si sovrappongono a ciò che viene ascoltato o letto. Vedere persone con Sindrome di Down o altre disabilità che agiscono sul proprio territorio con autonomia (utilizzano i mezzi pubblici, acquistano ciò che gli serve, scelgono come svagarsi…) diventa un momento altamente formativo per la popolazione che può iniziare a coltivare uno sguardo nuovo verso le fasce che tendiamo a pensare come “meno capaci”.

L’elemento di fragilità con cui le persone entrano direttamente in contatto può innescare nella popolazione comportamenti di promozione della crescita e dell’autonomia a favore di bambini, persone con disabilità, anziani…, proprio perché fa sperimentare direttamente che si può dare un tempo a tutti e che si possono così scoprire potenziali inimmaginati.

Quello che serve è attivare una squadra nella quale genitori, fratelli, parenti, amici, volontari …, con il supporto di operatori altamente specializzati, contribuiscano e collaborino alla crescita, imparando a vedere la persona prima della sindrome e ad offrire una molteplicità di occasioni di crescita, con spazi, linguaggi e tempi differenti.

Sin dall’infanzia, infatti, è importante coltivare le competenze relazionali, emotive, identitarie e pratiche, con uno sguardo rivolto al futuro, guardando i bambini con l’ottica di quando saranno adulti. Affinché tali capacità mettano radici e crescano in modo solido ed armonioso, serve però un adulto (genitore, familiare, collega, vicino di casa, amico…) che sia stato formato a rapportarsi e ad accogliere la persona con disabilità.