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Storie dal movimento

  • Novembre 26, 2020

GivingTuesday non è solo un’occasione per raccogliere fondi ma è una grande opportunità per comunicare, far conoscere i tuoi progetti e la tua organizzazione. Tessere legami e relazioni di valore con le persone che ci circondano permette di aprire una conversazione sulla generosità per condividere aspirazioni e obiettivi per il futuro. Scopri le testimonianze di due associazioni che hanno partecipato all’edizione 2019 e prendi ispirazione.

 

REGALATI UN RESTAURO…PER REGALARE BELLEZZA

 

Il Museo Diocesano di Torino, inaugurato nel 2008 nei locali sottostanti all’attuale Cattedrale raccoglie le testimonianze archeologiche delle tre preesistenti chiese paleocristiane, e contiene al suo interno molte opere pittoriche e scultoree, manufatti di vario tipo (oreficeria, argenti, tessuti e oggetti vari legati al culto cristiano), affidate al Museo dalle diverse realtà parrocchiali della Diocesi. Avendo di continuo la necessità di custodire e preservare le opere, abbiamo partecipato al GIVINGTUESDAY 2019 con il progetto “Regalati un restauro… per regalare bellezza” presentando l’opera “Sant’Anna con la vergine Maria e Gesù Bambino” di Antoine de Lonhy del 1480-1490, una tavola a tempera piuttosto danneggiata, che necessitava urgentemente di restauro.

 

 

Abbiamo diffuso il nostro progetto realizzando delle cartoline da lasciare nel Museo, ma principalmente abbiamo utilizzato la pagina Facebook del Museo e le nostre personali, e molto anche WhatsApp. Abbiamo trovato buona l’iniziativa sia per chi partecipa presentando un progetto sulla piattaforma, sia per chi visita il sito per votare, che sicuramente è incuriosito a leggere anche gli altri progetti. La nostra esperienza è stata sicuramente positiva, anche se non abbiamo vinto il contest GivingTuesday ma ci siamo resi conto di aver ottenuto visibilità attraverso il portale. Infatti, nella fase finale, ci siamo resi conto che mentre eravamo concentrati a promuovere un’opera da restaurare, abbiamo avuto il piacevole risultato di aver promosso tutto il Museo, ancora troppo poco conosciuto.

E’ stato importante e fruttuoso, per la nostra realtà, fermarsi a pensare a quale fosse la necessità più urgente, quindi decidere quale progetto presentare, e poi a come comunicarlo e promuoverlo. Nella fase di promozione, inoltre, abbiamo potuto verificare quali e quanti fossero effettivamente i nostri “follower”, verificando e aggiornando anche gli elenchi/mailing-list.

Silvia Tabasso Referente eventi Fundraising per il Museo Diocesano di Torino

 

 

 

 

ACCENDI UN NATALE SOLIDALE

Raccolta fondi per tre Borse di Studio Solidali

 

 

Grazie. “Un giorno per donare” ci ha offerto l’opportunità di dare senso ai tanti piccoli tasselli che avevamo a disposizione, ma non sapevamo come utilizzare. Partecipando, abbiamo scoperto cosa può succedere se si prova a chiedere, a condividere un’idea, a uscire dai soliti schemi. Due traiettorie casuali si sono incrociate in un momento particolare. A ottobre leggo VITA e scopro che esiste il GivingTuesday. Me lo appunto. E’ un po’ tardi, ma forse potremmo mettere ancora in piedi qualcosa per dicembre. Di lì a pochissimo ricevo un invito dalla sezione commercianti di zona. Ci chiedono se vogliamo aderire come cooperativa con un contributo alle spese per l’illuminazione natalizia della strada. La conclusione la conoscete: “Accendi un Natale solidale”, 1460 euro raggiunti con il crowdfunding online e offline in 40 giorni dal 3 dicembre al 6 gennaio per finanziare tre borse di studio al doposcuola per altrettanti ragazzi della scuola media locale che non hanno i mezzi economici. E potevamo già essere molto contenti così, mai avuto tanto successo per una raccolta fondi dedicata a un nostro servizio. Ma il bello è venuto dopo. Il 7 gennaio arriva una bella donazione ritardataria. Con una mail ringraziamo tutti, annunciamo che attiveremo subito le borse di studio e che ci daremo da fare per raccogliere quel poco che manca a coprire l’intero ammontare. Già siamo contentissimi così. E invece, a stretto giro, i commercianti ci informano che raccoglieranno tra loro la cifra che manca. Siamo increduli. E vogliono far sapere all’amministrazione comunale che la Riviera Berica è una comunità, non una strada di periferia, e organizzano una conferenza stampa con la presenza dell’assessore ai Servizi Sociali e alla Partecipazione nella nostra sede a conclusione formale dell’iniziativa.

 

 

Ci sono venuti tutti, le signore del ricamo, l’istituto comprensivo, i commercianti che, quando chiudono il loro esercizio, sono anche volontari, ex alpini, allenatori, catechisti. Ognuno di noi ha più ruoli, abita mondi diversi, ha tante relazioni. Il Fundraising inizia da questa consapevolezza trasformata in azioni concrete. E non è ancora finita. Altre donazioni si sono aggiunte nei giorni successivi “per colmare la differenza”, tanto che abbiamo superato il budget previsto e così possiamo contare su quattro borse di studio. Il risultato migliore però, è l’onda di energia che abbiamo suscitato. Un’azione solidale e socialmente utile è stata resa visibile da tanti piccoli esercizi che si sono sentiti piccoli presidi di comunità. Ci è venuta voglia di fare qualcos’altro tutti insieme. Non dobbiamo inventare nulla, ognuno di noi sta già facendo molto per conto proprio. La novità sarà realizzare progetti, risolvere problemi insieme e con una visione comune. All’amministrazione abbiamo raccontato esattamente questo, che abbiamo appena cominciato. (Anche senza di loro…). Avranno delle belle sorprese.

Alessandra Cecconello, Vicepresidente Alinsieme cooperativa sociale


 

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